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Conferenze

IL PROTOCOLLO DI KYOTO E I PRATI ARMATI® BOLZANO 2009

Protocollo di Kyoto

 

 

protocollo di kyoto

protocollo di kyoto

 

I PRATI ARMATI® bloccano l’erosione dei suoli  e sottraggono fino al 400%  in più di anidride carbonica dall’atmosfera.

 Locandina seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

Protocollo di Kyoto

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il surriscaldamento globale, redatto l’11 dicembre 1997 nella città giapponese diKyoto da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza delle Parti “COP3” della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia. A maggio 2013 gli Stati che hanno aderito e ratificato il protocollo sono 192.

Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l’anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyoto, e lo stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura. Con l’accordo di Doha, l’estensione del protocollo è stata prolungata dal 2012 al 2020, con ulteriori obiettivi di taglio delle emissioni serra.

Termini e condizioni

Il trattato prevede l’obbligo di operare una riduzione delle emissioni di elementi di inquinamento (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi edesafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore all’8,65% rispetto alle emissioni registrate nel 1985 – considerato come anno base – nel periodo 2008-2012.

Premesso che l’atmosfera terrestre contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2, il protocollo prevede che i Paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questi gas. Le attività umane immettono 6.000 Mt di CO2 all’anno, di cui 3.000 dai Paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyoto, se ne dovrebbero immettere 5.850 ogni anno anziché 6.000, su un totale di 3 milioni

Ad oggi, 175 Paesi e un’organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica. Questi Paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.

Il protocollo di Kyoto prevede inoltre, per i Paesi aderenti, la possibilità di servirsi di un sistema di meccanismi flessibili per l’acquisizione di crediti di emissioni:

  • Clean Development Mechanism (CDM): consente ai Paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti nei Paesi in via di sviluppo, che producano benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di gas-serra e di sviluppo economico e sociale dei Paesi ospiti e nello stesso tempo generino crediti di emissione (CER) per i Paesi che promuovono gli interventi.
  • Joint Implementation (JI): consente ai Paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti per la riduzione delle emissioni di gas-serra in un altro paese dello stesso gruppo e di utilizzare i crediti derivanti, congiuntamente con il paese ospite.
  • Emissions Trading (ET): consente lo scambio di crediti di emissione tra Paesi industrializzati e ad economia in transizione; un paese che abbia conseguito una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra superiore al proprio obiettivo può così cedere (ricorrendo all’ET) tali “crediti” a un paese che, al contrario, non sia stato in grado di rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni di gas-serra

Il protocollo di Kyoto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili tra cui il principale è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L’obiettivo dei Meccanismi Flessibili è di ridurre le emissioni al costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento.

Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest’ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.

— Claudio Zarotti

2009: ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI CATANZARO

Ingegneri Catanzaro

Ingegneri Catanzaro

 

ingegneri catanzaro

ingegneri catanzaro

 

I PRATI ARMATI® contro la desertificazione e l’erosione dei suoli.

 

Locandina giornata di studio durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

Erosione

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

L’erosione è quel fenomeno ambientale che tende a raggiungere un equilibrio del profilo terrestre attraverso l’asportazione graduale di suolo o roccia ad opera di agenti atmosferici quali vento, acqua o ghiaccio o per effetto di movimenti gravitativi o di organismi viventi (bioerosione).

L’erosione si configura dunque come un fenomeno esogeno, antagonista rispetto alle forze costruttive sia di natura endogena (es. orogenesi) sia di natura biologica (es.barriera corallina), provvedendo allo smantellamento del rilievo terrestre e colmando con materiale clastico prodotto i bacini sedimentari e le depressioni in modo da livellare le differenze di quota. Esso è dunque un processo prevalentemente naturale cioè fisiologico del sistema terrestre, sebbene in alcuni casi possa essere anche causato o favorito dall’azione maldestra dell’uomo sul territorio, ad esempio attraverso disboscamento, cementificazione, urbanizzazione ecc. Dal punto di vista fisico, è la tendenza ad annullare l’energia potenziale della superficie terrestre rispetto al campo gravitazionale terrestre.

Il termine italiano “erosione” deriva dal latino erodere = ex + rodere, ossia “rodere, consumare a poco a poco asportando da”. Il termine alla sua origine richiama la gradualità dei processi di disgregazione e asportazione del suolo, che si distinguono da altri processi caratterizzati dal distacco e dallo spostamento improvviso di grandi masse di terra, che contribuiscono anch’essi, senza soluzione di continuata’, all’erosione complessiva della litosfera.

Nella lingua italiana erodere ed erosione si affermano nel Rinascimento, anche se inizialmente si applicano soltanto alle monete per esprimere la cosiddetta tosatura o la riduzione progressiva del valore aureo. I due termini sono usati anche in medicina per indicare lesioni e ulcerazioni (già nel latino imperiale erosio = ulcerazione). Per descrivere i fenomeni erosivi delle acque correnti si utilizzano inizialmente i termini “corrodere/corrosione“. In Europa l’uso del termine erosione nel significato attuale inizia alla fine del Settecento, per opera dei geografi, in particolare francesi, che lo applicano allo studio della geomorfologia.[1]

— Claudio Zarotti

LITOTIPI CATANZARO – SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA 2009

LITOTIPI CATANZARO - SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA 2009

LITOTIPI CATANZARO – SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA 2009

Applicazione dei PRATI ARMATI® su vari litotipi.

 

 

Programma giornata di studio durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

 

Litotipo

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Per definire a quale litotipo appartiene una roccia bisogna utilizzare appositi schemi e diagrammi classificativi che si basano principalmente sul tipo di minerali presenti e sui rapporti percentuali (in volume) tra essi; per alcune rocce i diagrammi tengono conto anche dei rapporti geometrici tra i cristalli e di altre strutture visibili solo al microscopio, che sono indicative dell’ambiente fisico di formazione della roccia. Nelle rocce sedimentarie terrigene ha grande importanza la dimensione, o grana, degli elementi costituenti, mentre per le rocce subvulcaniche e vulcaniche, a grana finissima o non completamente cristallizzate, è quasi sempre necessario l’utilizzo di diagrammi che si basano sull’analisi chimica della roccia.

Per fare degli esempi, un granito è un litotipo formato esclusivamente da cristalli di dimensioni visibili ad occhio nudo, caratterizzato dalla presenza di minerali femici in percentuale volumetrica inferiore al 10%, da quarzo in percentuale compresa tra il 20 e il 60% e da un rapporto volumetrico tra feldspato potassico e plagioclasio compreso tra 9:1 e 1:2. I cristalli hanno dimensioni non molto diverse tra loro e dei rapporti geometrici che consentono di definire l’ordine di cristallizzazione. Con la stessa composizione di minerali, ma con rapporti geometrici e dimensionali diversi tra i cristalli, però, la roccia potrebbe diventare un altro litotipo: un porfido granitico, una riolite, una pegmatite, un’aplite, un’ortogneiss, una granulite acida, un’arcosa.

— Claudio Zarotti

2009: CONFERENZA INTERNAZIONALE UNIVERSITA’ DI PERUGIA

I PRATI ARMATI® contro la desertificazione e l’erosione dei suoli. 

Locandina giornata di studio durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

2008: MILANO – COMPARTIMENTO ANAS SpA DI MILANO

Le nuove tecnologie contro la desertificazione e l’erosione dei suoli.

 

Locandina seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

2007: POTENZA – ANAS SpA COMPARTIMENTO DELLA BASILICATA

Le nuove tecnologie dell’ingegneria naturalistica di PRATI ARMATI® per la prevenzione dei dissesti superficiali.

 

Locandina seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

2007: AVELLINO – LE NUOVE TECNOLOGIE DELL’AGRO-INGEGNERIA

Opere civili verdi contro le frane superficiali e l’erosione dei suoli.

 

Programma del seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti