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SABBIE: IL BLOCCO DELL’EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE

SABBIE: IL BLOCCO DELL'EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE  CHE COLLEGA LE MINIERE DI FLORINAS ALLA S.S. 131</p><p> 

SABBIE: IL BLOCCO DELL’EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE  CHE COLLEGA LE MINIERE DI FLORINAS ALLA S.S. 131

SABBIE: IL BLOCCO DELL'EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE  CHE COLLEGA LE MINIERE DI FLORINAS ALLA S.S. 131</p><p> 

SABBIE: IL BLOCCO DELL’EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE  CHE COLLEGA LE MINIERE DI FLORINAS ALLA S.S. 131 

SABBIE

SABBIE.  IL BLOCCO DELL’EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE.

SABBIE.  A seguito del secondo cedimento generale del versante, della strada camionabile che congiunge le miniere di Florinas alla S.S. 131, venne rimodulato il profilo di progetto, mediante l’alternanza di scarpate e berme.

SABBIE. Intervento di consolidamento della scarpata in testa, mediante l’applicazione dello spritz beton, dotando le berme di trincee drenanti, eseguite con arido e geotessili secondo i metodi tradizionali dell’ingegneria naturalistica.

SABBIE.  A completamento del nuovo progetto  e di altre scarpate dello stesso tracciato stradale, veniva previsto l’inerbimento mediante idrosemina di piante erbacee a radicazione profonda.

SABBIE.  L’obbiettivo dei PRATI ARMATI® era quello di bloccare l’erosione, fortemente attiva a causa della vulnerabilità del litotipo presente e causa di intasamento superficiale delle trincee drenanti.

SABBIE.  In particolare si notava che, intercettando le circolazioni idriche sotterranee, il profilo tendeva ad avere “scavernamenti” con tendenza ad approfondirsi, sino a creare fenomeni di dissesto idrogeologico più o meno profondi,  ben evidenti nelle immagini.

SABBIE.  L’obbiettivo complessivo era quello di fornire un profilo di scarpa con un’inclinazione minore, consolidare la scarpata in testa più acclive, drenare le acque sotterraneebloccare l’erosione , impermeabilizzare e inerbire l’area.

SABBIE.  La vulnerabilità delle sabbie ben addensate in matrice argillosa, l’elevata pendenza della scarpata e le attese per un intervento di ingegneria naturalistica di grande pregio, rendevano ancora più stimolante l’obbiettivo dell’intervento con i PRATI ARMATI®.

SABBIE.  Particolare interesse ha suscitato il risultato se si pensa che l’obbiettivo è stato raggiunto con i  PRATI ARMATI® senza l’utilizzo di terreno vegetale e biostuoie.

SABBIE.  In tale applicazione non sono state necessarie altre soluzioni antierosive tradizionali, tipiche dell’ingegneria naturalistica come: geocelle e georeti antierosive tridimensionali.

SABBIE.  La presenza del litotipo che rilassandosi assumevano consistenza terrigena, non ha richiesto il tradizionale abbinamento alla rete metallica paramassi a doppia torsione, tradizionalmente accoppiata all’inerbimento mediante idrosemina.

SABBIE.  Inoltre, in un’estesa scarpata, i PRATI ARMATI®  sono stati abbinati ad alcune file di VETIVER precedentemente trapiantate.

SABBIE.  Infatti apparivano del tutto insoddisfacenti le prestazioni rese dalle siepi del VETIVER, pianta dalle ottime caratteristiche geotecniche, ma scarsamente adattabile al clima mediterraneo, caldo-asciutto d’estate e freddo-umido d’inverno.

SABBIE.  Un ulteriore spunto  tecnico emerso in tale sito e stata la possibilità di testare l’ottima capacità di ricaccio delle piante erbacee a radicazione profonda a seguito del passaggio di un incendio. Tale capacità assume ancora maggiore risalto, se si compara il pronto ripristino del risultato conseguito mediante una rapida ricrescita dei  PRATI ARMATI®, rispetto all’irreversibile fallimento dei geosintetici.

SABBIE.  Questi infatti, applicati nella stessa opera, venivano sciolti irrimediabilmente, sporcando il versante, inquinando aria e suolo, lasciando il suolo privo di protezione.

 

Litotipo: SABBIE

SABBIE.  I PRATI ARMATI® vegetano perfettamente su qualsiasi litotipo, anche il più sterile e inquinato.

SABBIE.  L’impiego di questa tecnologia antierosiva naturale consente quindi di operare anche in aree in cui le condizioni pedoclimatiche erano fino a pochi anni fa ritenute proibitive per lo sviluppo della vegetazione e, data la sua semplicità realizzativa, riduce notevolmente costi, energia, rischi, tempi di lavorazione.

Litotipo: SABBIE

 I PRATI ARMATI® sono una tecnologia naturale che:

  1. impiega sementi di piante erbacee perenni a radicazione profonda, prevalentemente autoctone, in grado di vegetare su ogni litotipo e in qualunque clima (pH compreso tra 4 e 11, temperature comprese tra circa -40° C e +60 °C)
  2. contrasta l’EROSIONE e consente la RINATURALIZZAZIONE anche sui litotipi più sterili e inquinati da metalli pesanti e idrocarburi, quali:
    • TERRE (argille, limi, sabbie, ghiaie e loro miscele)
    • ROCCE (purchè alterate o fratturate) quali conglomerati debolmente cementati, marne calcareniti, flysch, piroclastiti, scisti,  rocce acide o basiche
    • Terreni additivati con calce fino al 5% in peso
    • Suoli inquinati da idrocarburi e metalli pesanti in concentrazioni anche 10 volte superiori ai limiti massimi  di legge.
  3. riduce l’infiltrazione d’acqua nel sottosuolo grazie alla fitta coltre epigea e ne favorisce la rimozione dai primi strati attraverso l’evapotraspirazione, con positive ripercussioni su alcuni parametri geomeccanici del terreno: saturazione, pressione interstiziale, coesione, resistenza al taglio, etc.
  4. sostituisce in toto un intero pacchetto di lavorazioni-manufatti-materiali utilizzato negli interventi tradizionali  per contrastare l’erosione: geocelle, georeti, geogriglie, geostuoie, biostuoie, bioreti, mulch, matrici di fibre di legno legate, materiali plastici, terreno vegetale, terreno di riporto, con forti vantaggi tecnici, economici e ambientali
  5. rinaturalizza i versanti, favorendo la biodiversità e accelerando la successione ecologica
  6. sottrae fino al 400% in più di CO2 rispetto alle piante tradizionali
  7. non necessita di alcuna manutenzione (sfalci, irrigazioni, concimazioni, etc).

Litotipo: SABBIE

APPLICAZIONI PER LITOTIPI – TERRENI TRATTABILI CON I PRATI ARMATI®

Si intendono per terreni trattabili con i  PRATI ARMATI® tutte le rocce sciolte (terre) e le rocce lapidee (rocce) che per fessurazione, macrostruttura, tessitura, granulometria, addensamento, etc. consentono l’attecchimento e lo sviluppo dell’apparato radicale, quali:

 TERRE

  •  argille
  •  limi
  •  sabbie
  •  ghiaie
  •  loro miscele in proporzioni differenti

 ROCCE

  •  conglomerati (debolmente cementati)
  •  marne (alterate)
  •  calcareniti (debolmente cementate)
  •  flysch
  •  piroclastiti
  •  scisti
  •  rocce acide o basiche alterate o intensamente fratturate

L’attecchimento è ottenibile anche su suoli che, sotto il profilo pedologico, appaiono totalmente sterili o inquinati da idrocarburi e metalli pesanti in concentrazioni anche 10 volte superiori ai limiti massimi  di legge.

I PRATI ARMATI® attecchiscono anche su terreni additivati con calce fino al 5% in peso.

 

SABBIE.

Sabbia – Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Sabbia

La sabbia è una roccia sedimentaria clastica sciolta, proveniente dall’erosione di altre rocce tra le quali l’arenaria (roccia sedimentaria). La sabbia è formata da 

Flysch

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
 Il flysch (voce dialettale della Svizzera tedesca che significa china scivolosa)[1] è un complesso sedimentario composto da roccia sedimentaria clastica, di origine sin-orogenetica[2], depostasi in ambiente marino tramite meccanismi deposizionali di tipo gravitativo: principalmente frane sottomarine e correnti di torbida[3].
« Quando si sono sollevate emergendo dai mari, le montagne sono state immediatamente sottoposte all’azione dell’erosione: i detriti provenienti dalle catene in formazione sono finiti negli adiacenti bacini marini – soprattutto negli avvallamenti a nord della catena – formando masse di sedimento scuro. Questi sedimenti, i detriti della tettonica, comprendevano il Flysch. Mentre la catena continuava la sua evoluzione, e la crosta si riduceva ulteriormente nelle ganasce della morsa tettonica, il Flysch stesso è stato coinvolto nel processo di piegatura e sovrascorrimento. »
(Richard Fortey, Terra, una storia intima, Torino: Codice edizioni, 2005, p. 125.)

I flysch sono i classici sedimenti torbiditici [4], costituiti tipicamente da alternanze cicliche di livelli di arenaria, di argilla o marna, di calcare pelagico, che costituiscono unità stratigrafiche talora di notevole spessore. I fossili presenti nelle torbiditi sono molto spesso risedimentati (cioè derivati da sedimenti più antichi o precedentemente depositatisi in diverso ambiente e successivamente coinvolti nei fenomeni franosi descritti). Ad esempio, fossili caratteristici dei flysch paleogenici italiani presenti sia nelle Alpi meridionaliche nell’Appennino sono le Nummuliti, che non vivevano in un contesto di mare profondo ma in ambiente costiero, e sono pertanto risedimentate in aree marine più profonde ad opera di frane. Nelle facies pelagiche intercalate ai livelli torbiditici si possono però trovare fossili contemporanei alla sedimentazione del flysch, strutture di bioturbazione e tracce fossili.

In Italia, nell’Appennino centro-settentrionale e nelle Alpi liguri i flysch cretacei sono caratterizzati da tracce fossili peculiari, definite Elmintoidi.

Nell’Appennino Lucano è degna di nota la successione del Flysch di Albidona, una formazione che raggiunge i 2200-2300 m di spessore. Si tratta di un’alternanza di colore grigio-oliva di peliti spesso siltose e di psammiti a composizione di subgrovacche. Questa formazione affiora in vari territori dell’area di confine tra la Calabria e la Lucania, partendo dalla falda di Trebisacce sul mar Ionio e giungendo sino all’area nord-occidentale del massiccio del Pollino, nei pressi di Moliterno (alta Val d’Agri) e del Monte Centaurino[5].

— Claudio Zarotti

Un Commento a “SABBIE: IL BLOCCO DELL’EROSIONE SULLE SCARPATE STRADALI SABBIOSE”

  • Litotipo: SABBIE
    I PRATI ARMATI® vegetano perfettamente su qualsiasi litotipo, anche il più sterile e inquinato.
    L’impiego di questa tecnologia antierosiva naturale consente quindi di operare anche in aree in cui le condizioni pedoclimatiche erano fino a pochi anni fa ritenute proibitive per lo sviluppo della vegetazione e, data la sua semplicità realizzativa, riduce notevolmente costi, energia, rischi, tempi di lavorazione.