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Conferenze

Seminario Anas compartimento Cagliari

In data giovedì 18 luglio 2018, si è svolto a Cagliari un seminario formativo promosso da Prati Armati srl.

Obiettivo della giornata di studio era l’analisi dei problemi posti dall’erosione dei terreni e delle rocce e la presentazione delle possibili soluzioni tecniche che consentono di controllare i fenomeni di degradazione superficiale del suolo e le ripercussioni su dissesti più
profondi.

L’argomento della giornata di studio, spiccatamente interdisciplinare, è rivolto a tutti i tecnici che operano nel campo della salvaguardia dell’ambiente e del territorio, in un contesto di sviluppo sostenibile: ingegneri, architetti, geologi, agronomi.

In allegato la presentazione del corso ed il programma

Programma Seminario Cagliari

Durante il seminario è intervenuto anche l’ingenger Sebastiano Bussalai,  responsabile del consorzio di bonifica della Sardegna centrale. 

L’ing. Bussalai ha esposto i risultati raggiunti nella protezione dall’erosione e da eventi meteorici di straordinaria intensità delle spalle della diga di Cumbidanovu trattate con la tecnologia dei PRATI ARMATI. 

La diga stessa, le spalle ed il territorio circostanti sono stati investita il 18 Novembre 2013 dall’uragano Cleopatra che ha riversato sul territorio e sui versanti protetti dai PRATI ARMATI circa 500 mm di acqua in 12 ore. 

Nonostante il disastro naturale i versanti protetti con i PRATI ARMATI non hanno subito fenomeni di tipo erosivo o franoso. 

— pratiarmati

Processi erosivi workshop ad Agrigento

PROCESSI EROSIVI. Sono intervenuti all’evento, presso l’università di Salerno, il prof. Leonardo Cascini, Prof. Sabatino Cuomo e ing. Maria Della Sala, l’ing. Claudio Zarotti. Il seminario ha sviluppato le seguenti tematiche: L’analisi quantitativa del deflusso superficiale e dei processi erosivi lungo versanti acclivi naturali o artificiali rappresenta una problematica di rilevante interesse tecnico-scientifico.

PROCESSI EROSIVI. Per i versanti naturali che costituiscono un bacino montano, la stima quantitativa delle portate di acqua e solido convogliate alla sezione di chiusura è necessaria per la predisposizione di adeguati interventi di mitigazione dei rischi connessi a fenomeni tipo flusso che possono propagarsi nelle zone pedemontane. Per i versanti artificiali, quali rilevati stradali, autostradali, ferroviari, ecc., la stima delle quantità di acqua e solido è indispensabile per una corretta progettazione dei fossi di guardia e per la  riduzione dei costi di manutenzione connessi all’accumulo del materiale solido. A tal fine, è necessario il ricorso a un modello quantitativo fisicamente basato. Tale modello, validato attraverso modellazione di prove di laboratorio in canaletta può essere applicato in maniera affidabile sia a scala di bacino montano che di singolo versante.

PROCESSI EROSIVI. Si sono inoltre trattate le seguenti tematiche: L’interazione pendio atmosfera: piante erbacee a radicazione profonda per la protezione dei versanti in caso di fenomeni meteorologici intensi.
Gli effetti positivi della vegetazione su pendii si sono fino ad oggi focalizzati sul contributo dell’apparato radicale di piante arboree che incrementa la resistenza al taglio dei terreni. Piante erbacee perenni a radicazione rapida e profonda, opportunamente selezionate, e finora poco studiate, altre che a germinare, svilupparsi e radicare in tempi brevi in qualunque condizione pedoclimatica, contribuiscono ad aumentare la resistenza al taglio dei terreni, migliorano il fattore di stabilità dei pendii, riducono l’infiltrazione di acqua soprattutto nel caso di forti precipitazioni e ne evapo-traspirano significative quantità, contribuendo così anche alla prevenzione di fenomeni di instabilità profondi.

Seminario AGRIGENTO Interazione Pendio-Atmosfera in caso di piogge torrenziali

 

UniSa_Workshop_Protezione ed erosione dei pendii

http://agronomiforestalipalermo.it/

— pratiarmati

Dissesto idrogeologico: Seminario compartimento ANAS di Torino

SEMINARIO ANAS di TORINO

Dissesto idrogeologico. In data 15 aprile 2015, a cura del Dott. Geologo Gregorio Fontana si è svolto il corso:

“INTERVENTI ANTI EROSIVI SENZA PIÙ MANUTENZIONE CON PIANTE AUTOCTONE A RADICAZIONE PROFONDA”

Il tema di scottante attualità ha avuto lo scopo di illustrare ad ANAS le prerogative dei PRATI ARMATI.

CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

Sono una tecnologia antierosiva in grado di bloccare l’erosione su ogni litotipo e clima, che utilizza  solo sementi di piante erbacee perenni a radicazione profonda PRATI ARMATI®, naturali-autoctone-non OGM, con capacità di sottrarre fino al 400% in più di CO2 rispetto ad inerbimenti tradizionali. Studi, tesi, ricerche, sperimentazioni compiute presso le principali università italiane e centinaia di cantieri realizzati in Italia e all’estero, hanno dimostrato che con i PRATI ARMATI® è possibile quanto riportato nel riquadro verde.

ANAS Torino – locandina

erosione

— pratiarmati

XXXIV Convegno nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche

La protezione dei versanti in caso di fenomeni meteorologici intensi mediante piante erbacee a radicazione profonda.

Idraulica e costruzioni: I fenomeni erosivi sul territorio italiano sono molto diffusi e strettamente legati alle condizioni climatiche caratteristiche delle nostre latitudini, dove le precipitazioni pluvio-meteoriche rappresentano l’agente più incisivo (erosione idrica).

Idraulica e costruzioni. L’intensità dell’azione erosiva dipende da vari fattori, quali: intensità e durata delle precipitazioni, lunghezza e inclinazione del pendio, permeabilità del terreno e grado di saturazione, presenza di vegetazione, erodibilità intrinseca del terreno.

Idraulica e costruzioni: erosione idrica

L’erosione idrica, dovuta all’azione dell’acqua, asporta notevoli quantità di suolo, soprattutto gli strati superficiali più fertili e può compromettere la funzionalità di opere civili tradizionali, ad esempio colmando canalette e fossi di guardia, scalzando il piede di opere in cemento armato e muri di sostegno, scoprendo la sommità di pali e micropali, causando l’interrimento di corsi d’acqua, laghi, bacini artificiali.

Tecniche antierosive

Le tecniche per contrastare l’erosione attualmente più diffuse risalgono agli anni 1950-60 e tutte prevedono l’impiego di manufatti sintetici quali ad esempio geocelle, geostuoie, georeti, oppure biostuoie, fascinate, viminate, etc. che, però, in condizioni pedoclimatiche difficili, possono non risolvere il problema dell’erosione e non consentire una rapida rinaturalizzazione. Negli ultimi anni stanno riscontrando un notevole interesse gli interventi antierosivi che utilizzano sistemi naturali, che prevedono l’impiego di particolari tipi di specie erbacee dotate di un apparato radicale profondo e resistente, che coniugano le elevate capacità di adattamento e resistenza a condizioni ambientali particolarmente difficili (aridità e sterilità del suolo, carenza idrica, presenza di inquinanti fitotossici) alla capacità di contrastare efficacemente i fenomeni erosivi dovuti sia all’erosione idrica che eolica.

L’intensità dell’azione erosiva dipende da vari fattori, quali: intensità e durata delle precipitazioni, lunghezza e inclinazione del pendio, permeabilità del terreno e grado di saturazione, presenza di vegetazione, erodibilità intrinseca del terreno.

L’erosione idrica, dovuta all’azione dell’acqua, asporta notevoli quantità di suolo, soprattutto gli strati superficiali più fertili e può compromettere la funzionalità di opere civili tradizionali, ad esempio colmando canalette e fossi di guardia, scalzando il piede di opere in cemento armato e muri di sostegno, scoprendo la sommità di pali e micropali, causando  l’interrimento di corsi d’acqua, laghi, bacini artificiali.

Le piante erbacee a radicazione rapida e profonda riescono infatti a germinare, svilupparsi e radicare in tempi brevi e sopravvivere anche in condizioni pedoclimatiche e fitotossiche che appaiono proibitive per la vegetazione tradizionalmente impiegata per questo tipo id interventi antierosivi. Oltretutto esse consentono, anche su pendii costituiti da depositi sterili e inquinati, impossibili da inerbire con piante tradizionali, di diminuire in tempi brevi l’infiltrazione di acqua nel sottosuolo ed evapo-traspirare significative quantità di acqua, contribuendo così anche alla prevenzione di fenomeni di instabilità profondi.

2014-03-12 abstract

— pratiarmati

Workshop giornata studio compartimento Anas della Lombardia

Workshop giornata studio compartimento Anas della Lombardia

— pratiarmati

XXV Convegno nazionale di geotecnica

Il Convegno, che si è articolato in tre sessioni, dedicate alle frane, ai terremoti e alle arginature alluvionali, si propone di creare un’occasione di incontro e discussione tra gli specialisti del mondo accademico, i professionisti e le società di progettazione, i tecnici delle imprese di costruzione, i gestori delle reti infrastrutturali, le amministrazioni pubbliche e gli enti territoriali, con particolare riferimento ai seguenti
temi:
· criteri e metodi per l’analisi del rischio;
· progettazione delle infrastrutture per la difesa dai rischi naturali;
· progettazione degli interventi di mitigazione del rischio;
· recenti innovazioni nei sistemi di monitoraggio e controllo;
· criteri di accettabilità nella gestione del rischio
· aspetti normativi nella gestione del rischio.

Programma XXV convegno nazionale geotecnica

— pratiarmati

Seminario università degli studi della Calabria

In data 13 maggio 2015, a cura del Dott. Geologo Nicola Era, si è svolto un seminario che ha trattato il tema della progettazione di opere di difesa dalle alluvioni.

Di seguito la locandina dell’evento:

Lezione Università Calabria

— pratiarmati