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Conferenze

XXXVI Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche Ancona, 12-14 Settembre 2018

L’INTERAZIONE PENDIO ATMOSFERA: PIANTE ERBACEE PERENNI E AUTOCTONE A
RADICAZIONE PROFONDA E RESISTENTE PER LA REALIZZAZIONE E PROTEZIONE
DELLE OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMENTAZIONE
DELLE ACQUE METEORICHE E SUPRFICIALI

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— pratiarmati

Workshop SiCon Taormina 2015 Siti Contaminati

TAORMINA

Workshop SiCon Taormina 2015 siti contaminati


Workshop SiCon 2015 Taormina siti contaminati

 

 

 

 

È situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici meridionali dei monti Peloritani della riviera ionica con l’Etna sullo sfondo.
Il clima è dolcemente mite.
In base alla media trentennale di riferimento 19611990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +11,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,6 °C[3].
Nel 1968, il terremoto del Belice portò un’ondata di paura per le ripercussioni che avrebbe potuto avere sul turismo. Alcuni operatori turistici frettolosamente si indirizzarono verso il turismo di massa, aprendo relazioni commerciali con i maggiori tour operator europei. Fu così che Taormina cambiò pelle. Gli alberghi “vendevano” le camere a contratto annuale ai grandi tour operator del turismo di massa rinunciando al turismo classico individuale, che sino allora aveva reso ricca e famosa la cittadina.
Col turismo di massa si espanse nelle adiacenti zone verdi, fu rapidamente e disordinatamente cementificata, nacquero nuovi alberghi e tante nuove attività commerciali. Dato che i taorminesi non volevano dedicarsi ai lavori più umili, vi fu una migrazione dall’arretrato entroterra siciliano che spesso si improvvisarono anche albergatori, ristoratori e commercianti. Taormina divenne, in breve tempo, una cittadina balneare per un turismo di massa dai servizi meno elitari che un tempo.
Gli alberghi ora chiudevano a novembre per riaprire a Pasqua. Fu il crollo per quasi tutte le famiglie di antichi albergatori taorminesi che non riuscirono ad adeguarsi ai nuovi tempi ed in pochi anni persero i propri alberghi vendendoli a società forestiere che miravano più ai bilanci che alla qualità dei servizi.
Fu la fine anche della dolce vita taorminese, i cui protagonisti erano stati tanti estroversi personaggi della aristocrazia siciliana e alcuni affascinanti playboy locali che, fra le dolcezze della natura taorminese, intrattenevano turiste famose e non, inducendole a ritornare annualmente più volte a Taormina, proprio come avveniva agli albori del secolo con Geleng e Von Gloeden.
Taormina veniva, quindi, “spersonalizzata“, perdeva la propria “identità” di città di artisti e di “pazzi” in cui ognuno poteva vivere come non poteva nella propria città e Taormina rischiava di morire a causa del “provincialismo” dei tanti immigrati che vi erano giunti per cercar fortuna, e che, avendola trovata ed essendosi anche arricchiti, avevano ben presto occupato i posti di potere, snaturando così la città che perdeva la sua identità e veniva invasa dal cemento, come tante altre famose città turistiche e ciò anche a causa del turismo “mordi e fuggi” prediletto da una categoria di audaci mercanti.

 

Workshop SiCon

Presentazione Tenuta durante il workshop (scarica il pdf)

Workshop SiCon

 

 

Workshop SiCon Articolo pubblicato negli atti del workshop (scarica il pdf)

Workshop SiCon Taormina 2015

— Claudio Zarotti

PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI. 2013: SEMINARIO PROVINCIA DI COSENZA – GIORNATA DI STUDIO

PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI 2013: SEMINARIO PROVINCIA DI COSENZA – GIORNATA DI STUDIO

La protezione superficiale dei suoli come prevenzione dall’erosione e contributo alla manutenzione di frane stabilizzate

PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI

PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI

Programma del giorno

Durante il quale è stata presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

 

PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI 

Erosione e movimenti di massa dei pendii (frane) sono fenomeni distinti.

Protezione superficiale versanti, erosione è la progressiva rimozione dalla superficie del suolo di strati di terreno, attraverso il distacco ed il trasporto di singole particelle, ad opera di vari agenti fisici: acqua, vento, ghiaccio.

Le frane consistono nel movimento verso valle di porzioni di terreno di varia forma e con diversi cinematismi, ad opera della gravità.

I due fenomeni hanno origine da fattori che in gran parte coincidono, ma sono governati da leggi diverse.

In generale: i caratteri ambientali, geomorfologici, topografici e climatici dei siti e le caratteristiche dei terreni determinano natura e progressione dei fenomeni evolutivi della superficie del suolo.

In entrambi i casi, nel nostro clima:   ruolo fondamentale dell’acqua.

CONSIDERAZIONI PROGETTUALI E COSTRUTTIVE (11.4) per la PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI
  •  PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI–L’instabilità può verificarsi su pendii … la cui inclinazione, che può essere determinata dalla erosione, è prossima all’angolo di resistenza a taglio.
  •  PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI–Le superfici di pendii esposte a potenziale erosione devono essere protette, se necessario, per assicurare che è mantenuto il livello di sicurezza.
  •  PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTI–I pendii dovrebbero essere “sigillati”, piantumati o protetti artificialmente. Per scarpate con berme, deve essere considerato un sistema di drenaggio entro la berma.
  •  PROTEZIONE SUPERFICIALE VERSANTIPendii potenzialmente instabili possono essere stabilizzati per mezzo di gabbioni, ancoraggi, drenaggi, ….., vegetazione, o una combinazione di questi.

Karl Terzaghi, 1950 : “ … se un pendio ha cominciato a muoversi, i mezzi per fermare i movimenti devono essere adattati ai processi che hanno iniziato lo scorrimento”

Per fenomeni erosivi, movimenti superficiali, soliflussi : osservazione e diagnosi sono relativamente agevoli, e Prati Armati possono essere una valida “terapia”.

 

  1. [PDF]

    DISSESTO IDROGEOLOGICO Il pericolo geoidrologico e la  – Sigea

    www.sigeaweb.it/documenti/gda-supplemento-dissesto-idrogeologico.pdf

     Prati Armati® S.r.l.. Roma, 10 giugno 2011 ….. nendo seminari nella scuole. Nell’accezione comune, i termini ….. a Cosenza. Il 3 luglio 2006 a Vibo Valentia le  

— Claudio Zarotti

TECNICHE-SISTEMI-ANTIEROSIONE-ANTIEROSIVI-2013-Corigliano-Calabro

TECNICHE-SISTEMI-ANTIEROSIONE-ANTIEROSIVI. Con le soluzioni tradizionali i costi sono molto elevati, i risultati scadenti, i tempi di lavorazione lunghi e i rischi rilevanti. Le fasi di lavorazione sono molteplici: prelievo di terreno vegetale da siti anche molto distanti, trasporto fino al cantiere, deposito e stesura del materiale sui rilevati, posa di geostuoia o simili sul terreno vegetale ed infine idrosemina di qualsiasi tipo, semplice o potenziata.

VAJONT – CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA GRANDE FRANA a 50 anni dalla grande frana

Programma della giornata
I PRATI ARMATI® alla conferenza

Disastro del Vajont - Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Disastro_del_Vajont‎

Il disastro del Vajont fu l'evento occorso la sera del 9 ottobre 1963 nel neo-bacino idroelettrico artificiale del Vajont, a causa della caduta di una colossale frana ...
‎Longarone - ‎Vajont (torrente) - ‎Vajont - La diga del disonore - ‎Diga di Malpasset

RICERCATORI DI GEOTECNICA 2013: PERUGIA – INCONTRO ANNUALE

ricercatori di geotecnica Il contributo degli impianti radicali profondi nella stabilizzazione superficiale dei versanti

ricercatori di geotecnica Il contributo degli impianti radicali profondi nella stabilizzazione superficiale dei versanti

RICERCATORI DI GEOTECNICA

Il contributo degli impianti radicali profondi nella 
stabilizzazione superficiale dei versanti

IARG Perugia

Stand Prati Armati® 

ATTI DEL CONVEGNO:

– Proff. Napoli, Cecconi, Pane

– Proff. Pedone, Bottiglieri, Cotecchia

Geotecnica

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La geotecnica è la disciplina che si occupa di studiare la meccanica delle terre e la sua applicazione nelle opere di ingegneria. La geotecnica è materia di competenza concorrente tra ingegneri e geologi.[1]

Caratteristiche del terreno

Convenzionalmente, in geotecnica[2], il terreno viene suddiviso in classi granulometriche, definite in base al diametro delle particelle solide che lo compongono. Queste classi sono:

  • blocchi (diametro d > 200 mm, frazione costituita da blocchi);
  • ghiaia (2 ≤ d ≤ 200 mm, frazione ghiaiosa);
  • sabbia (0,06 ≤ d ≤ 2 mm, frazione sabbiosa);
  • limo (0,002 ≤ d ≤ 0,06 mm, frazione limosa);
  • argilla (d ≤ 0,002 mm, frazione argillosa).

La composizione granulometrica dei terreni influenza il comportamento meccanico ed idraulico ed è determinata con la pratica del setacciamento (mediante vagli o stacci) o della sedimentazione (per la frazione fine) di campioni prelevati in sito.

Le caratteristiche peculiari di un terreno derivano dal fatto che:

  • è un mezzo continuo trifase, perché costituito da una parte solida (scheletro solido), una parte liquida ed una gassosa;
  • è un mezzo poroso;
  • ha un comportamento meccanico non elastico e non lineare anche per piccole deformazioni;
  • ha scarsa resistenza a trazione, che in genere viene considerata nulla;
  • ha comportamento visco-elasto-plastico.
  • Allo scopo di determinare le caratteristiche di un terreno, di natura meccanica o d’altro tipo, sono disponibili varie attrezzature di laboratorio:

Allo scopo di determinare le caratteristiche di un terreno, di natura meccanica o d’altro tipo, sono disponibili varie attrezzature di laboratorio:

Vengono pure frequentemente utilizzate prove di caratterizzazione in sito che suppliscono l’impossibilità o la difficoltà di prelevare campioni in materiali che non presentano una coesione (vera o apparente):

— Claudio Zarotti

2013: TORINO – COUPLED PHENOMENA IN ENVIRONMENTAL GEOTECHNICS (CPEG)

Ripristino ambientale di siti contaminati, cave, miniere e discariche mediante piante erbacee a radicazione profonda

 

Environmental restoration with deep roots herbaceous species

Mechanical and hydraulic effects of deep roots planting on slope stability

Simposio Internazionale “CPEG 2013”

 

 

— Claudio Zarotti