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Conferenze

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI CATANZARO

Erosione

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

L’erosione è quel fenomeno ambientale che tende a raggiungere un equilibrio del profilo terrestre attraverso l’asportazione graduale di suolo o roccia ad opera di agenti atmosferici quali vento, acqua o ghiaccio o per effetto di movimenti gravitativi o di organismi viventi (bioerosione).

L’erosione si configura dunque come un fenomeno esogeno, antagonista rispetto alle forze costruttive sia di natura endogena (es. orogenesi) sia di natura biologica (es.barriera corallina), provvedendo allo smantellamento del rilievo terrestre e colmando con materiale clastico prodotto i bacini sedimentari e le depressioni in modo da livellare le differenze di quota. Esso è dunque un processo prevalentemente naturale cioè fisiologico del sistema terrestre, sebbene in alcuni casi possa essere anche causato o favorito dall’azione maldestra dell’uomo sul territorio, ad esempio attraverso disboscamento, cementificazione, urbanizzazione ecc. Dal punto di vista fisico, è la tendenza ad annullare l’energia potenziale della superficie terrestre rispetto al campo gravitazionale terrestre.

Il termine italiano “erosione” deriva dal latino erodere = ex + rodere, ossia “rodere, consumare a poco a poco asportando da”. Il termine alla sua origine richiama la gradualità dei processi di disgregazione e asportazione del suolo, che si distinguono da altri processi caratterizzati dal distacco e dallo spostamento improvviso di grandi masse di terra, che contribuiscono anch’essi, senza soluzione di continuata’, all’erosione complessiva della litosfera.

Nella lingua italiana erodere ed erosione si affermano nel Rinascimento, anche se inizialmente si applicano soltanto alle monete per esprimere la cosiddetta tosatura o la riduzione progressiva del valore aureo. I due termini sono usati anche in medicina per indicare lesioni e ulcerazioni (già nel latino imperiale erosio = ulcerazione). Per descrivere i fenomeni erosivi delle acque correnti si utilizzano inizialmente i termini “corrodere/corrosione“. In Europa l’uso del termine erosione nel significato attuale inizia alla fine del Settecento, per opera dei geografi, in particolare francesi, che lo applicano allo studio della geomorfologia.[1]

 

ingegneri catanzaro

I PRATI ARMATI® contro la desertificazione e l’erosione dei suoli.

Locandina giornata di studio durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

LITOTIPI CATANZARO – SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA 2009

LITOTIPI CATANZARO - SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA 2009

LITOTIPI CATANZARO – SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA 2009

Applicazione dei PRATI ARMATI® su vari litotipi.

Programma giornata di studio durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

 

Litotipo

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Per definire a quale litotipo appartiene una roccia bisogna utilizzare appositi schemi e diagrammi classificativi che si basano principalmente sul tipo di minerali presenti e sui rapporti percentuali (in volume) tra essi; per alcune rocce i diagrammi tengono conto anche dei rapporti geometrici tra i cristalli e di altre strutture visibili solo al microscopio, che sono indicative dell’ambiente fisico di formazione della roccia. Nelle rocce sedimentarie terrigene ha grande importanza la dimensione, o grana, degli elementi costituenti, mentre per le rocce subvulcaniche e vulcaniche, a grana finissima o non completamente cristallizzate, è quasi sempre necessario l’utilizzo di diagrammi che si basano sull’analisi chimica della roccia.

Per fare degli esempi, un granito è un litotipo formato esclusivamente da cristalli di dimensioni visibili ad occhio nudo, caratterizzato dalla presenza di minerali femici in percentuale volumetrica inferiore al 10%, da quarzo in percentuale compresa tra il 20 e il 60% e da un rapporto volumetrico tra feldspato potassico e plagioclasio compreso tra 9:1 e 1:2. I cristalli hanno dimensioni non molto diverse tra loro e dei rapporti geometrici che consentono di definire l’ordine di cristallizzazione. Con la stessa composizione di minerali, ma con rapporti geometrici e dimensionali diversi tra i cristalli, però, la roccia potrebbe diventare un altro litotipo: un porfido granitico, una riolite, una pegmatite, un’aplite, un’ortogneiss, una granulite acida, un’ arcosa.

— Claudio Zarotti

2009: CONFERENZA INTERNAZIONALE UNIVERSITA’ DI PERUGIA

I PRATI ARMATI® contro la desertificazione e l’erosione dei suoli. 

Locandina giornata di studio durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

2008: MILANO – COMPARTIMENTO ANAS SpA DI MILANO

Le nuove tecnologie contro la desertificazione e l’erosione dei suoli.

 

Locandina seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

2007: POTENZA – ANAS SpA COMPARTIMENTO DELLA BASILICATA

Le nuove tecnologie dell’ingegneria naturalistica di PRATI ARMATI® per la prevenzione dei dissesti superficiali.

 

Locandina seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

2007: AVELLINO – LE NUOVE TECNOLOGIE DELL’AGRO-INGEGNERIA

Opere civili verdi contro le frane superficiali e l’erosione dei suoli.

 

Programma del seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti

ORDINE DEGLI INGEGNERI, GEOLOGI, AGRONOMI E FORESTALI DELLA LOMBARDIA

Dissesto idrogeologico

Il dissesto idrogeologico è l’insieme dei processi morfologici che hanno un’azione fortemente distruttiva in termini di degradazione del suolo e quindi indirettamente nei confronti dei manufatti. Esso comprende tutti quei processi a partire dall’erosione superficiale e sotto la superficie fino agli eventi più catastrofici quali frane e alluvioni.

Il rischio di dissesto idrogeologico{\displaystyle R_{t}=(E)\cdot (R_{S})=(E)\cdot (H\cdot V)}{\displaystyle R_{t}=(E)\cdot (R_{S})=(E)\cdot (H\cdot V)}Secondo l’analisi effettuata da David J. Varnes in un rapporto dell’UNESCO del 1984 il rischio totale relativo al dissesto idrogeologico può essere espresso dalla relazione:

dove:

  • {\displaystyle R_{t}}R_{t}: Rischio totale, cioè il numero aspettato di danni relativi ad un evento catastrofico in termini di vite umane, persone ferite, danni alle proprietà ed alle attività economiche;
  • {\displaystyle E}E: Elementi a rischio, cioè la popolazione, le proprietà e le attività economiche potenzialmente in pericolo con riferimento a un dato fenomeno catastrofico;
  • {\displaystyle R_{S}}{\displaystyle R_{S}}: Rischio specifico, che rappresenta il grado atteso di perdite legato ad un particolare fenomeno, espresso dal prodotto di H per V;
  • {\displaystyle H}H: Pericolosità naturale, cioè la probabilità che un dato evento possa verificarsi in una data area in un certo periodo;
  • {\displaystyle V}V: Vulnerabilità, che rappresenta il grado di danno atteso nei confronti di un elemento o di un insieme di elementi, espresso con una scala da 0 (nessun danno) a 1 (distruzione totale);[1]

Le azioni da attuare in presenza di un dissesto idrogeologico sono:

  • Descrizione dello stato di natura, che consiste nella raccolta delle informazioni relative ad un dato fenomeno catastrofico potenziale, con riferimento anche alle informazioni storiche;
  • Valutazione dell’intensità, cioè la valutazione del grado di distruttività che il fenomeno in analisi può assumere. In generale si può procedere considerando uno o più parametri legati all’intensità e valutarli oppure considerando anche gli effetti del fenomeno, quindi attuando anche un’implicita valutazione del valore e della vulnerabilità degli oggetti a rischio;
  • Valutazione della pericolosità, che consiste nella valutazione della probabilità che un dato evento avvenga in un certo periodo; in questa analisi ci si basa su metodi euristici (con valutazioni soggettive e qualitative), statistici (basati sullo studio del fenomeno nel passato) o deterministici (con riferimento a leggi fisico-matematiche);
  • Valutazione del rischio inteso come sintesi del lavoro di individuazione e attribuzione di un valore degli elementi a rischio e della loro vulnerabilità;
  • Gestione del rischio, cioè la serie di interventi atti a diminuire l’effetto del fenomeno su ambiente, manufatti e popolazione.

Dissesto idrogeologico

Le nuove tecnologie dell’agro geo ingegneria per la prevenzione e il ripristino dei dissesti superficiali.

Locandina convegno durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti