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Conferenze

2010: ANAS ROMA – DIREZIONE GENERALE PROGETTAZIONE

PRATI ARMATI®

Una Tecnologia Prestazionale contro la desertificazione e l’erosione dei suolo. Verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

Locandina presentazione 

 

— Claudio Zarotti

2009: PORDENONE – REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA

Conferenza sulla protezione dei suoli dall’erosione. Durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

Locandina programma

Presentazione

— Claudio Zarotti

2009: REGIONE EMILIA ROMAGNA – GENIO CIVILE DI PIACENZA, REGGIO EMILIA E MODENA

Ciclo di Seminari sull’erosione superficiale e i Prati Armati®. Durante i quali verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

Locandina seminari

Presentazione

— Claudio Zarotti

2009: PROVINCIA DI MATERA

Conferenza sulla protezione dei suoli dall’erosione. Durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

Locandina della c0nferenza

Presentazione

— Claudio Zarotti

2009: VERONA – ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VERONA E PROVINCIA

Incontro tecnico formativo sull’erosione superficiale e i Prati Armati®. Durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

 Locandina incontro

Presentazione

— Claudio Zarotti

2009: UNIVERISTA’ DI CATANIA – FACOLTA’ DI AGRARIA

Giornate di studio sulla protezione dei suoli dall’erosione. Durante la quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

 

Locandina giornata di studio

Presentazione

— Claudio Zarotti

IL PROTOCOLLO DI KYOTO E I PRATI ARMATI® BOLZANO 2009

Protocollo di Kyoto
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il surriscaldamento globale, redatto l’11 dicembre 1997 nella città giapponese diKyoto da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza delle Parti “COP3” della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia. A maggio 2013 gli Stati che hanno aderito e ratificato il protocollo sono 192.

Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l’anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyoto, e lo stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura. Con l’accordo di Doha, l’estensione del protocollo è stata prolungata dal 2012 al 2020, con ulteriori obiettivi di taglio delle emissioni serra.

Termini e condizioni

Il trattato prevede l’obbligo di operare una riduzione delle emissioni di elementi di inquinamento (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore all’8,65% rispetto alle emissioni registrate nel 1985 – considerato come anno base – nel periodo 2008-2012.

Premesso che l’atmosfera terrestre contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2, il protocollo prevede che i Paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questi gas. Le attività umane immettono 6.000 Mt di CO2 all’anno, di cui 3.000 dai Paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyoto, se ne dovrebbero immettere 5.850 ogni anno anziché 6.000, su un totale di 3 milioni

Ad oggi, 175 Paesi e un’organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica. Questi Paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.

Il protocollo di Kyoto prevede inoltre, per i Paesi aderenti, la possibilità di servirsi di un sistema di meccanismi flessibili per l’acquisizione di crediti di emissioni:

  • Clean Development Mechanism (CDM): consente ai Paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti nei Paesi in via di sviluppo, che producano benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di gas-serra e di sviluppo economico e sociale dei Paesi ospiti e nello stesso tempo generino crediti di emissione (CER) per i Paesi che promuovono gli interventi.
  • Joint Implementation (JI): consente ai Paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti per la riduzione delle emissioni di gas-serra in un altro paese dello stesso gruppo e di utilizzare i crediti derivanti, congiuntamente con il paese ospite.
  • Emissions Trading (ET): consente lo scambio di crediti di emissione tra Paesi industrializzati e ad economia in transizione; un paese che abbia conseguito una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra superiore al proprio obiettivo può così cedere (ricorrendo all’ET) tali “crediti” a un paese che, al contrario, non sia stato in grado di rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni di gas-serra

Il protocollo di Kyoto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili tra cui il principale è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L’obiettivo dei Meccanismi Flessibili è di ridurre le emissioni al costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento.

Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest’ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.

 

protocollo di kyoto

I PRATI ARMATI® bloccano l’erosione dei suoli  e sottraggono fino al 400%  in più di anidride carbonica dall’atmosfera.Locandina seminario durante il quale verrà presenta la tecnologia dei PRATI ARMATI® inventata dall ing. Claudio Zarotti.

— Claudio Zarotti