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CONGLOMERATI-RINATURALIZZAZIONE E BLOCCO DELL’EROSIONE SUI CONGLOMERATI AUTOSTRADA CT-SR

Litotipo: CONGLOMERATI DEBOLMENTE CEMENTATI I PRATI ARMATI® vegetano perfettamente su qualsiasi litotipo, anche il più sterile e inquinato. L’impiego di questa tecnologia antierosiva naturale consente quindi di operare anche in aree in cui le condizioni pedoclimatiche erano fino a pochi anni fa ritenute proibitive per lo sviluppo della vegetazione e, data la sua semplicità realizzativa, riduce notevolmente costi, energia, rischi, tempi di lavorazione.

CONGLOMERATI DEBOLMENTE CEMENTATI.  I PRATI ARMATI® vegetano perfettamente su qualsiasi litotipo, anche il più sterile e inquinato. L’impiego di questa tecnologia antierosiva naturale consente quindi di operare anche in aree in cui le condizioni pedoclimatiche erano fino a pochi anni fa ritenute proibitive per lo sviluppo della vegetazione e, data la sua semplicità realizzativa, riduce notevolmente costi, energia, rischi, tempi di lavorazione.

CONGLOMERATI

RINATURALIZZAZIONE E BLOCCO DELL’EROSIONE SUI CONGLOMERATI AUTOSTRADA CT-SR.

Litotipo: CONGLOMERATI DEBOLMENTE CEMENTATI

I PRATI ARMATI® vegetano perfettamente su qualsiasi litotipo, anche il più sterile e inquinato.

L’impiego di questa tecnologia antierosiva naturale consente quindi di operare anche in aree in cui le condizioni pedoclimatiche erano fino a pochi anni fa ritenute proibitive per lo sviluppo della vegetazione e, data la sua semplicità realizzativa, riduce notevolmente costi, energia, rischi, tempi di lavorazione.

Scarpata autostradale della CT-SR con inclinazione di 45° esposta ad Est, costituita da conglomerati debolmente cementati e fortemente aridi.

L’erosione è stata bloccata, la scarpata è stata impermeabilizzata, fornendo un rinforzo corticale abbinato all’applicazione di reti metalliche paramassi a doppia torsione  e  soil nailing.

Con l’applicazione dei Prati Armati® la rete metallica paramassi è stata protetta da fenomeni di spanciamento e sono stati annullati i costi di manutenzione.

L’inerbimento e la successiva rinaturalizzazione è stata conseguita senza l’uso di terreno vegetale, biostuoie, geostuoie e georeti tridimensionali antierosive. La scarpata autostradale ben visibile dalle spiagge del catanese ha conseguito un inserimento paesaggistico di grande pregio, annullando il forte impatto ambientale dell’opera.

Presso la circonvallazione di Casteviscardo (TR) l’impiego dei soli Prati Armati® ha consentito il rinforzo corticale, il blocco dell’erosione e del fenomeno di distacco di ciottoli,  la perfetta rinaturalizzazione.

Tali interventi di ingegneria naturalistica sono oltretutto importanti per combattere la sempre più pressante desertificazione delle zone più aride e sui litotipi più sterili.

 

Litotipo: CONGLOMERATI DEBOLMENTE CEMENTATI

I PRATI ARMATI® sono una tecnologia naturale che:

  1. impiega sementi di piante erbacee perenni a radicazione profonda, prevalentemente autoctone, in grado di vegetare su ogni litotipo e in qualunque clima (pH compreso tra 4 e 11, temperature comprese tra circa -40° C e +60 °C)
  2. contrasta l’EROSIONE e consente la RINATURALIZZAZIONE anche sui litotipi più sterili e inquinati da metalli pesanti e idrocarburi, quali:
    • TERRE (argille, limi, sabbie, ghiaie e loro miscele)
    • ROCCE (purchè alterate o fratturate) quali conglomerati debolmente cementati, marne calcareniti, flysch, piroclastiti, scisti,  rocce acide o basiche
    • Terreni additivati con calce fino al 5% in peso
    • Suoli inquinati da idrocarburi e metalli pesanti in concentrazioni anche 10 volte superiori ai limiti massimi  di legge.
  3. riduce l’infiltrazione d’acqua nel sottosuolo grazie alla fitta coltre epigea e ne favorisce la rimozione dai primi strati attraverso l’evapotraspirazione, con positive ripercussioni su alcuni parametri geomeccanici del terreno: saturazione, pressione interstiziale, coesione, resistenza al taglio, etc.
  4. sostituisce in toto un intero pacchetto di lavorazioni-manufatti-materiali utilizzato negli interventi tradizionali  per contrastare l’erosione: geocelle, georeti, geogriglie, geostuoie, biostuoie, bioreti, mulch, matrici di fibre di legno legate, materiali plastici, terreno vegetale, terreno di riporto, con forti vantaggi tecnici, economici e ambientali
  5. rinaturalizza i versanti, favorendo la biodiversità e accelerando la successione ecologica
  6. sottrae fino al 400% in più di CO2 rispetto alle piante tradizionali
  7. non necessita di alcuna manutenzione (sfalci, irrigazioni, concimazioni, etc).

Litotipo: CONGLOMERATI DEBOLMENTE CEMENTATI

APPLICAZIONI PER LITOTIPI – TERRENI TRATTABILI CON I PRATI ARMATI®

Si intendono per terreni trattabili con i  PRATI ARMATI® tutte le rocce sciolte (terre) e le rocce lapidee (rocce) che per fessurazione, macrostruttura, tessitura, granulometria, addensamento, etc. consentono l’attecchimento e lo sviluppo dell’apparato radicale, quali:

 TERRE

  •  argille
  •  limi
  •  sabbie
  •  ghiaie
  •  loro miscele in proporzioni differenti

 ROCCE

  •  conglomerati (debolmente cementati)
  •  marne (alterate)
  •  calcareniti (debolmente cementate)
  •  flysch
  •  piroclastiti
  •  scisti
  •  rocce acide o basiche alterate o intensamente fratturate

L’attecchimento è ottenibile anche su suoli che, sotto il profilo pedologico, appaiono totalmente sterili o inquinati da idrocarburi e metalli pesanti in concentrazioni anche 10 volte superiori ai limiti massimi  di legge.

I PRATI ARMATI® attecchiscono anche su terreni additivati con calce fino al 5% in peso.

 

Litotipo

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
 Un litotipo è un tipo di roccia formato da un certo numero di minerali e/o altri elementi che lo caratterizzano, presenti in determinate proporzioni. Quasi sempre a definire un litotipo contribuiscono anche – e in certi casi esclusivamente – tessitura e/o struttura[non chiaro] e/o dimensioni degli elementi costituenti (la cosiddetta “grana” della roccia). Il litotipo è l’unità elementare di un corpo roccioso, l’equivalente della specie in biologia. Tra gli elementi che formano un litotipo, oltre ai cristalli, che sono l’assoluta maggioranza, vi sono i resti di organismi fossilizzati e altri materiali biologici, come ad es. in alcuni tipi di rocce sedimentarie, e i frammenti di altre rocce preesistenti, come in brecce.

Per definire a quale litotipo appartiene una roccia bisogna utilizzare appositi schemi e diagrammi classificativi che si basano principalmente sul tipo di minerali presenti e sui rapporti percentuali (in volume) tra essi; per alcune rocce i diagrammi tengono conto anche dei rapporti geometrici tra i cristalli e di altre strutture visibili solo al microscopio, che sono indicative dell’ambiente fisico di formazione della roccia. Nelle rocce sedimentarie terrigene ha grande importanza la dimensione, o grana, degli elementi costituenti, mentre per le rocce subvulcaniche e vulcaniche, a grana finissima o non completamente cristallizzate, è quasi sempre necessario l’utilizzo di diagrammi che si basano sull’analisi chimica della roccia.

Per fare degli esempi, un granito è un litotipo formato esclusivamente da cristalli di dimensioni visibili ad occhio nudo, caratterizzato dalla presenza di minerali femici in percentuale volumetrica inferiore al 10%, da quarzo in percentuale compresa tra il 20 e il 60% e da un rapporto volumetrico tra feldspato potassico e plagioclasio compreso tra 9:1 e 1:2. I cristalli hanno dimensioni non molto diverse tra loro e dei rapporti geometrici che consentono di definire l’ordine di cristallizzazione. Con la stessa composizione di minerali, ma con rapporti geometrici e dimensionali diversi tra i cristalli, però, la roccia potrebbe diventare un altro litotipo: un porfido granitico, una riolite, una pegmatite, un’aplite, un’ortogneiss, una granulite acida, un’arcosa.

— Claudio Zarotti

Un Commento a “CONGLOMERATI-RINATURALIZZAZIONE E BLOCCO DELL’EROSIONE SUI CONGLOMERATI AUTOSTRADA CT-SR”

  • Presso la circonvallazione di Casteviscardo (TR) l’impiego dei soli Prati Armati® ha consentito il rinforzo corticale, il blocco dell’erosione e del fenomeno di distacco di ciottoli, la perfetta rinaturalizzazione.

    Tali interventi di ingegneria naturalistica sono oltretutto importanti per combattere la sempre più pressante desertificazione delle zone più aride e sui litotipi più sterili.